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Procedendo da nord ovest verso sud est si nota alla destra del Tevere la presenza di tre ben definiti gruppi montuosi di origine vulcanica: i Monti Volsini, Cimini e Sabatini, i cui crateri principali sono occupati, rispettivamente, dai laghi di Bolsena, di Vico e di Bracciano. Questi rilievi digradano a nord est verso la Valle del Tevere e a sud est fino a una fascia costiera pianeggiante, più o meno ampia, denominata Maremma Laziale, interrotta all’altezza di Civitavecchia dai Monti della Tolfa.
Alla Maremma Laziale si allaccia verso sud est la Campagna Romana, vasta zona ondulata e pianeggiante attraversata dal Tevere. Essa è limitata a sud est e a est dai Colli Albani e dai Monti Prenestini, cui succedono, sempre verso sud est, i rilievi calcarei dei Monti Simbruini, Ernici, della Meta e le Mainarde, e i rilievi antiappenninici dei Monti Lepini, Ausoni e Aurunci, separati dall’Appennino vero e proprio dall’ampia vallata longitudinale al sistema appenninico percorsa dai fiumi Sacco e Liri. Ai piedi di quest’ultimo allineamento montuoso si stende lungo la costa una fascia di pianure direttamente collegata alla Campagna Romana: l’Agro Pontino, la Piana di Fondi e la pianura costiera tra Gaeta e il basso corso del Fiume Garigliano. Risalendo il Tevere, si trapassa nella regione di colline della Sabina. Tra i Monti Sabini e i Reatini si apre l’ampia Conca di Rieti
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