
| Monti Prenestini |
| Mercoledì 09 Dicembre 2009 17:46 |
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Posti a delimitare verso sud ovest la Campagna Romana, raccordandosi ad essa dolci ondulazioni, i Monti Prenestini sono caratterizzati da una notevole diversità geologica fra i due versanti. Quello rivolto verso est, di natura sedimentaria è stato prevalentemente usato per il pascolo. Vi sono tuttora riconoscibili antichissimi sentieri di trasumanza, tracciati fra speroni rocciosi e fitti boschi, che presentano ancora la loro composizione originaria (roverelle, cerri, carpini, tigli, aceri), con la consueta fauna e la rara “sala madrina dagli occhiali”, che vive presso i corsi d’acqua.
Le zone del versante ovest, nelle quote fra i 200 e i 400 metri, sono state prevalentemente destinate all’agricoltura, favorendo una maggiore antropizzazione di questa parte del territorio. Sono consistenti i fenomeni carsici, con numerose doline, il cui diametro varia da 30 a 100 metri, e voragini, fra le quali il pozzo della Mentorella. L’idrografia, costituita in prevalenza da torrenti, ha operato profonde incisioni nel terreno, con salti anche di 15 metri. Oltre che dalle acque naturali, la zona è attraversata dalle grandiose arcate di quattro acquedotti romani provenienti dall’alta valle dell’Aniene. Fin dal 1973 la zone è stata è stata inserita nella Cartografia delle aree di particolare valore naturalistico della Regione Lazio, negli anni successivi, sono state sottoposte a tutela varie aree, come il Monumento Naturale La Selva di Genazzano e il Sito di Interesse Cominitario di Monte Guadagnolo, ricco di doline e di cavità carsiche, rupi rocciose, ma anche della tipica flora montana: agrifoglio, diverse specie di orchidee, il narciso dei poeti o narcissus poeticus e il raro asfodelo giallo. |