
| Parco di Veio |
| Sabato 12 Dicembre 2009 14:38 |
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Il parco di Veio, in provincia di Roma, offre mille modi diversi di passare una giornata alla’aria aperta. Delimitato dalla via Flaminia ad est, dalla via Cassia ad ovest e dalla provinciale Campognanese a nord, comprende il territorio del cosiddetto agro Veientano, dominato appunto dalla nota città etrusca di Veio.
Nata intorno al IX secolo a.C., per lungo tempo alter ego di Roma, questa città fu assoggettata definitivamente nel 396 a.C. da Marco Furio camillo, dopo un assedio durato più di dieci anni. Oggi degli antichi splendori, restano numerosi reperti archeologici. I più importanti si trovano nell’area del Portonaccio, dove nei primi anni del 900 fu portato alla luce un complesso formidabile di statue, tra le quali spicca il celebre Apollo, simbolo dell’arte e della civiltà atrusca. Inutile dire che per gli amanti dell’arte e della storia, Veio è una tappa obbligata. Con le sue necropoli, dove sono state rinvenute le più antiche attestazioni di decorazione pittorica funeraria, è un luogo suggestivo che si apre su un paesaggio ricco e intenso, luminoso e vario, disegnato fin dall’antichità dall’agricoltura. Basti pensare alle domuscultae, aziende agrarie a coltura mista fondate e amministrate dai papi fin dall’VIII secolo, utilizzate per la produzione di provviste alimentari. Tra queste, la Domuscultura Capracorum, in località santa Cornelia, fu voluta nel 780 d.C da papa Adriano I. Dal Medioevo fino al XIX secolo l’area del parco di Veio rimase in mano ai grandi latifondisti e, solo intorno al 1950, dopo le lotte dei braccianti e con un deciso intervento riformatore dell’Ente Maremma, fu divisa e i poderi assegnati ai contadini. Il parco offre al turista diversi percorsi e itinerari. C’è quello equestre, che dal Parco di Veio si snoda per 12 km fino al parco della valle del Treja, e quello degli affioramenti geologici: partendo dal bivio di Campagnano sulla statale Cassia bis si sale fino a Monte Razzano e da qui è possibile ammirare una splendida veduta sulla valle del Baccano e una parte del sistema vulcanico dei Monti Sabatini. A chi invece ha voglia di pedalare e ha una buona preparazione atletica c’è l’itinerario in bicicletta per godere, senza perdersi nulla, paesaggio archeologia e cultura |