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Costruita dai romani su un precedente insediamento etrusco, forse Surrena, Viterbo ebbe un periodo di splendore durante l’epoca augustea. Baluardo romano contro le invasioni barbariche, dopo la caduta dell’impero, fu occupata dai goti, dai bizantini e dai longobardi. Viterbo oggi presenta una parte moderna commerciale e industriale, e una parte medievale e centrale, intatta, separata da una cinta muraria di 5 km.
Lungo le mura si aprono sette porte. Partendo da una delle più antiche, Porta San Pietro, si corre la via di San Pellegrino, cuore del quartiere omonimo, un esempio di contrada duecentesca conservatasi quasi integra. Con le case scure, le torri, le viuzze, le bifore romaniche. Si incontrano il Museo della Macchina di Santa Rosa, la patrona della città e il Palazzo degli Alessandri, una residenza signorile. Più avanti c’è la chiesa di santa Maria Nuova, di stile romanico, tra le più antiche del viterbese. Sul lato sinistro della facciata si trova il pulpito da cui predicava San Tommaso d’Aquino. Proseguendo lungo la stessa strada si incontra la Cattedrale, dedicata a San Lorenzo. Costruita nel XII secolo subì diversi restauri. La facciata è quella del 1570, mentre si è mantenuto il campanile trecentesco. La vasca battesimale è del 1470 di fronte alla cattedrale il Palazzo dei papi. Costruito tra il 1255 e il 1267, ha una loggia aerea a sette arcate sostenute da colonnine ornate di stemmi e rilievi. Dalla loggia i pontefici benedicevano il popolo.
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